In pensione a 160 euro al mese

/ 8 febbraio 2018 / 101 / yorumsuz
In pensione a 160 euro al mese
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Povertà (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

160 euro al mese: a tanto ammonta la pensione media di chi, lavorando per vent’anni con stipendi striminziti, ha versato i propri contributi alla gestione separata dell’Inps, in quanto inquadrato come co.co.co, contrattualizzato a progetto, parasubordinato o collaboratore esterno. Nell’Italia delle pensioni d’oro in cui è oggetto di polemica la revoca dei vitalizi ai politici condannati, questo lo scenario illustrato dallo stesso presidente dell’ente previdenziale, Tito Boeri, che si è sempre pronunciato per un livellamento del divario tra maxi e mini pensioni, scontrandosi anche col mondo politico.

Questo l’identikit dei pensionati ben al di sotto della soglia di povertà: sono stati 26.294 nel 2014, altri 13.531 si sono aggiunti nei primi sei mesi di quest’anno. Un piccolo esercito di 40mila persone circa, tutti pensionati di vecchiaia, dopo aver lavorato in media fino a 68 anni; il 73% di loro sono uomini, mentre il dato rilevante, un altro tassello che testimonia un livellamento del tasso di povertà tra Nord e Sud del Paese, è che la metà di loro proviene dal Nord Italia, mentre solo un decimo risiede al Sud o nelle isole.

Il prossimo anno la cassa a gestione separata dell’Inps compie vent’anni: quando è nata i co.co.co versavano il 10% di contributi, il prossimo anno tale soglia sarà del 30%, inferiore a quella dei dipendenti pubblici, ma comunque molto alta per chi vive nel mondo del precariato. Proprio in virtù di questo, presentando alla Camera la relazione annuale dell’Inps, Boeri ha sostenuto la necessità di chiedere un contributo di solidarietà “a chi ha i redditi pensionistici più elevati in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati di domani”.

Aveva sottolineato il presidente dell’Inps nelle scorse settimane: “Servirà anche per aiutare quelle generazioni di lavoratori che hanno avuto la sfortuna di imbattersi nella crisi sul finire della propria carriera lavorativa”. Boeri aveva infine denunciato “un vizio d’origine del sistema contributivo: non prevedere prestazioni minime per chi non ha altri redditi e ha accumulato un montante contributivo troppo basso per garantirsi una pensione al di sopra della soglia di povertà”.

GM

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